È difficile trovare le parole per esprimere il dolore che tutta l’Università dell’Aquila ancora prova di fronte alla perdita di tanti suoi studenti, nella stagione più bella della vita, quella che lega la giovinezza allo studio e alla formazione.
Nessuna parola, nessun gesto di cordoglio – per quanto affettuoso, solidale, sincero – può esprimere un dolore così profondo e assoluto.
Tuttavia proprio in questo dolore la nostra Università ha trovato la motivazione più forte per non arrendersi di fronte alla sconvolgente forza della natura che sembrava aver cancellato, in pochi secondi, il lavoro di tanti anni.
La decisione, unanimemente condivisa da tutto l’Ateneo, di conferire la laurea ad memoriam ai nostri studenti che hanno perso la vita in quella tragica notte, non è un gesto formale. Non è solo il riconoscimento a quanto con il loro impegno avrebbero meritato, completando con successo il loro corso di studi. Ma è per tutti noi, che lavoriamo nell’Università dell’Aquila, un invito a conservare memoria del loro sacrificio nel nome della cultura e della scienza.
Il loro sacrificio rimarrà per tutti noi un monito a continuare a credere nell’Università, alla bellezza di un’istituzione che è, innanzitutto, un luogo di condivisione di esperienze umane e di formazione delle coscienze oltre che delle intelligenze.
Alla memoria dei nostri studenti dedichiamo il lavoro di questi giorni e dei prossimi anni, perché è nella loro memoria che questo lavoro assume il significato più vero e pregnante.
Una memoria che noi tutti sapremo custodire come un tesoro sacro e prezioso, che continueremo a riproporre sempre - con la stessa forza, la stessa dedizione e lo stesso amore – ai giovani che continueranno a formarsi nella nostra Università.
Ferdinando di Orio
Rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila
Invitiamo tutti coloro che hanno conosciuto i nostri studenti, vittime del terremoto, a inviarci un pensiero scritto o una foto all’indirizzo ricordiamoli@univaq.it per la pubblicazione su queste pagine a loro dedicate.