Riduci carattereAumenta carattereVersione graficaSolo testoAlta visibilità
 
 
 
Centro Congressi

Centri congressi

Sale, dotazioni e utilizzo

 
E-Learning@AQ

E-Learning@AQ

Didattica on-line dell'Università dell'Aquila

 
Consultazione risorse elettroniche

Biblioteche

Consultazione via proxy delle risorse elettroniche

 
bacheca

Alloggi per studenti

Affittasi/Cercasi alloggio

 
Trasporti

Trasporti

Informazioni sui trasporti verso le sedi dell'Ateneo

 
Ricordiamoli Insieme
alma laurea
Mettiamoci la faccia
Partecipa al concorso �-book e vinci la retta di un anno
Zero Net

Politiche e linee di indirizzo per la Qualità di Ateneo

L'allargamento a livello internazionale dell'orizzonte della competizione impone alle università di adottare criteri di trasparenza per il confronto e la comunicazione dei propri risultati formativi e di ricerca. A partire dalla Dichiarazione di Bologna e dalla Convenzione di Lisbona fino al Comunicato di Londra, quarantacinque paesi europei si sono impegnati in un cammino comune di riforma chiamato Processo di Bologna, con l'obiettivo di giungere nel 2010 allo Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore (EHEA) . I sistemi universitari, in base agli accordi internazionali presi dagli stati partecipanti, vengono chiamati ad affrontare uno sforzo di convergenza che li conduca da una parte a potersi confrontare nel loro ruolo di trasferire e produrre conoscenza, dall'altra a offrire al cittadino percorsi formativi che portano a titoli internazionalmente riconosciuti e spendibili in ambito europeo.

Questa esigenza ha portato all'istituzione dell'ENQA (European Association for Quality Assurance in Higher Education) , che ha individuato gli Standard e Linee Guida per l'Assicurazione della Qualità nello Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore, e si è concretizzata, più recentemente a livello nazionale, attraverso le disposizioni di legge per il riordino delle classi dei corsi di studio. La Qualità è da intendersi non più come una componente accessoria nel perseguimento dei propri fini istituzionali, ma come cultura condivisa e metodo volto a garantire trasparenza, verificabilità e impegno al continuo miglioramento dei servizi resi agli studenti, al mondo della cultura e alla società tutta.

Questa Università ha deciso di promuovere al proprio interno la Cultura della Qualità e intende dotarsi di un Modello per l'Assicurazione della Qualità che le permetta di conoscersi, confrontarsi con le eccellenze e perseguire il miglioramento continuo attraverso la valutazione.

La Qualità è dunque da intendersi come capacità di darsi degli obiettivi che rispondano alle esigenze delle parti interessate (studenti, famiglie, società, ricerca, mondo della cultura e del lavoro) e di valutarne il grado di conseguimento, di comunicare in modo semplice e trasparente le proprie finalità, i risultati raggiunti, le modalità impiegate per ottenerli. La valutazione esterna e il peer review sono la garanzia nei confronti della società, del mondo della ricerca e della cultura del raggiungimento degli obiettivi prefissi.

La diffusione della Cultura della Qualità e l'adozione di una efficace e trasparente gestione delle risorse, costituiscono la base per creare una spirale virtuosa, dove didattica, ricerca e servizi possano contribuire l'uno al miglioramento degli altri, fino a conseguire l'eccellenza. Le continue attività di valutazione, di revisione, di costante rilevazione del grado di soddisfazione delle esigenze delle parti interessate, la pubblica evidenza dei risultati, sono lo strumento per mantenerla nel tempo.

L'adozione di un Modello per l'Assicurazione della Qualità è imprescindibile dal contributo attivo di tutto il personale. Ne scaturisce una ricaduta positiva sull'organizzazione interna in quanto una più chiara definizione di ruoli, funzioni e responsabilità rafforza il senso di appartenenza, rende tracciabili i processi, aumenta la qualificazione delle figure professionali, migliora l'ambiente e le condizioni di lavoro.

Questa metodologia, nata inizialmente per garantire la qualità del prodotto nel mondo dell'industria, non vuole trasformare l'università in un'azienda, bensì renderla competitiva e aperta, maggiormente capace di confrontarsi, di far proprie le esigenze della comunità, di formare competenze verificabili e trasmettere conoscenze obiettive.

Il Rettore
Prof. Ferdinando di Orio