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    I mercoledì della cultura

    In forma divulgativa si illustrano questioni, opere e idee legate alla ricerca universitaria; inoltre si raccontano recenti eventi, scoperte, premi internazionali nei vari settori della cultura umanistica, scientifica e tecnologica. L'auspicio è di mettere al centro la cultura e la sua produzione in un linguaggio semplice ma non semplicistico, in un’atmosfera conviviale.

    Intervista ad Alice Lemmo, tra gli organizzatori di I mercoledì della cultura.

    Diciannovesima stagione autunnale 2022

    • Riccardo Falcinelli
      Il futuro delle immagini.
      9 novembre ore 18.15
      Le tecnologie cambiano le immagini: cambiano il modo in cui le guardiamo, le usiamo, le consumiamo, fino cambiarne i significati. In che rapporto è un ritratto barocco con un selfie? E il reel è un film breve o un ritratto lungo? La frequentazione quotidiana con gli schermi, in primis quello dello smartphone, sta ridefinendo gli standard comunicativi ed espressivi del sistema figurativo, al punto che i dipinti più guardati (e amati) del passato sono quelli che risultano più “iconogenici” una volta passati al setaccio dell’obiettivo. Ma se il medium è il messaggio, qual è allora, oggi, questo nuovo messaggio?.
      Riccardo Falcinelli, grafico e scrittore, è nato a Roma nel 1973. Da oltre vent’anni cura la grafica per alcune tra le maggiori case editrici italiane, tra cui Einaudi, Harper Collins, Laterza, Zanichelli, Disney, Sur, minimumfax. Dal 2012 insegna “Psicologia della percezione” all’Isia Roma Design. Ha pubblicato diversi saggi sul rapporto tra design e percezione visiva tra cui: Guardare. Pensare. Progettare. Neuroscienze per il design (Stampa alternativa & Graffiti, 2011); Critica portatile al visual design (Einaudi, 2014); Cromorama (Einaudi, 2017) e Figure (Einaudi, 2020). Nel 2022 ha curato, sempre per Einaudi, "Filosofia del graphic design” un’antologia dedicata a un secolo di riflessioni sulla grafica. I suoi libri sono tradotti in inglese, spagnolo, russo, cinese, coreano e giapponese.
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    • Mauro Maccarrone
      Il vino e le molecole dell’emozione.
      12 ottobre ore 18.15
      Il vino svolge da sempre il ruolo di accompagnatore delle più diverse attività umane: da bevanda sacra, diventa bevanda sociale, di comunione e di amicizia. Non c’è dubbio, quindi, che il vino sia capace di suscitare emozioni legate al suo aspetto, ai suoi profumi e ai suoi sapori. Le sfaccettature di tali emozioni sono praticamente infinite, perché infinite sono le molecole che le provocano, le loro azioni sui nostri organi di senso ed i segnali che ne derivano a livello del sistema nervoso centrale. Se aggiungiamo i ricordi che le emozioni del vino possono riaccendere, rendendo di nuovo vivi nella mente particolari momenti della vita e memorie del passato, l’impatto emotivo di un calice diventa davvero sorprendente.
      Il prof. Mauro Maccarrone, docente di Biochimica all’Università degli Studi dell’Aquila, spiega in questo incontro le basi molecolari delle emozioni visive, olfattive e gustative che si sprigionano dal vino, in particolare da quello prodotto con i vitigni più importanti della nostra Regione, soffermandosi sugli effetti benefici e su quelli dannosi dell’etanolo, un costituente fondamentale del vino che, a seconda delle quantità consumate, può contribuire ad esaltare le emozioni positive oppure indurne altre di segno opposto, fino all’intossicazione grave nell’alcolismo.
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    Diciottesima stagione primavera 2022

    • Paola Binda
      A prima vista. Quello che le illusioni visive ci raccontano del cervello.
      8 giugno ore 18.15
      Tra l'immagine che si forma sul fondo dei nostri occhi e la nostra percezione c’è spesso una distanza incommensurabile, ma di questa generalmente non siamo coscienti.* Alcuni casi emblematici dell'illusorietà della nostra percezione svelano aspetti fondamentali del funzionamento del cervello, e di come questo possa variare da persona a persona e a seconda delle proprie condizioni psico-fisiche. Discuteremo il caso dei movimenti degli occhi e della pupilla al loro interno e di come questi diano forma e riflettano il contenuto della nostra esperienza visiva. *Portate con voi un piccolo specchio e potrete farne diretta esperienza. Non funziona se si usa la telecamera del telefono.
      Dopo gli studi universitari e il dottorato in Neuroscienze cognitive all'Università Vita-Salute San Raffaele, Paola Binda ha lavorato come ricercatrice alla University of Washington (Seattle, WA) e all'Università di Pisa, dove è professoressa di fisiologia. Nel 2018 si è aggiudicata un prestigioso finanziamento: lo Starting Grant dello European Research Council. La sua ricerca combina tecniche comportamentali di lunga tradizione con le tecniche neurofisiologiche e di neuroimmagine più avanzate, per studiare i meccanismi che portano dalla stimolazione luminosa del fondo dell’occhio fino alla complessa esperienza della realtà che definisce la nostra percezione.
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    • Fausto Cacciatori
      Il Mito e i Segreti di Antonio Stradivari.
      11 maggio ore 18.15
      La vita e l’opera di Antonio Stradivari (ca 1644-1737), il grande liutaio di Cremona, appaiono ancora oggi avvolte da zone d’ombra. Incerta la data e il luogo di nascita. Le sue spoglie mortali, per colpevole leggerezza di molti, sono andate disperse. Sconosciuti i tratti del suo volto nonostante la ricca iconografia fiorita nel XIX secolo. Tutto ha alimentato la leggenda. Non ultimo, l’affascinante interrogativo legato a quei segreti che non avrebbe rivelato nemmeno ai suoi figli. Segreti grazie ai quali il suono dei suoi strumenti continua ad essere un modello esemplare. È oggi possibile leggere con sguardo nuovo la costruzione del mito “Stradivariano”?
      Fausto Cacciatori è conservatore della collezione degli strumenti ad arco e a pizzico presso il Museo del violino di Cremona. Ha conseguito il diploma di maestro liutaio presso la Scuola Internazionale di liuteria di Cremona, lavora nel settore del restauro e della conservazione degli strumenti ad arco, e collabora come docente e membro del comitato di gestione al Corso di Laurea Magistrale in Conservazione e restauro dei beni culturali presso l’Università di Pavia. Membro dell'Unione Internazionale dei Maestri liutai e archettai d’arte, è consulente della Sovrintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Brescia-Cremona-Mantova e dell’Ufficio esportazione beni artistici del Comando Carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale. È autore di saggi sulla storia della liuteria e sulle analisi scientifiche degli strumenti ad arco, e cura l'allestimento di mostre sugli strumenti antichi. Presso il Museo del violino organizza programmi didattici per liutai professionisti e per gli studenti della Scuola di liuteria.
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    • Mara Morini
      La guerra russo-ucraina e l'ordine globale
      20 aprile ore 18.15
      La guerra in Ucraina ha sconvolto l’opinione pubblica e reso ancora più vulnerabile il sistema socio-economico e politico dell’Europa, già duramente colpito dagli effetti della pandemia. La Russia di Putin è determinata a raggiungere diversi e ambiziosi obiettivi. Sul piano domestico il presidente Putin intende mantenere ordine e stabilità politica per affrontare le prossime elezioni presidenziali del 2024, dimostrando di avere “riunificato” l’impero russo. A livello internazionale Putin vuole ridefinire gli assetti dell’ordine internazionale, sfidando l’egemonia degli Stati Uniti in una “guerra di valori” fra l’Occidente e l’Oriente per affermare uno scenario multipolare.
      Mara Morini è professoressa associata di Scienza politica all’Università di Genova dove insegna Politics of Eastern Europe e Politica comparata. Delegata dell’ateneo ai rapporti internazionali con le Università della Russia e dei paesi dell’est. Osservatrice elettorale dell’OSCE-ODIHR in Russia, Uzbekistan e Moldova, è coordinatrice dello Standing Group “Russia e spazio post-sovietico” della Società Italiana di Scienza Politica (SISP). Visiting Professor all’Accademia Diplomatica del Ministero degli Esteri della Federazione Russa e alla High School of Economics di Mosca, ha pubblicato il libro “La Russia di Putin” (edizioni il Mulino, 2020). Dal 2020 è editorialista per il quotidiano nazionale “Domani”.
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    Diciassettesima stagione, inverno 2022

    • Giuseppe Curcio
      I videogiochi: effetti sul comportamento, abilità cognitive e cervello
      9 marzo ore 18.15
      I videogiochi sono una componente ormai fondamentale nella vita quotidiana di giovani e meno giovani. Ce n’è per tutti i gusti: di azione, di strategia, passatempo; individuali, di coppia, di gruppo, etc. E sono sempre più avvincenti, interessanti e realistici, anche grazie alle frontiere ormai attuali di realtà virtuale, realtà aumentata, realtà immersiva. Negli ultimi anni si parla addirittura di edutainment e serious games, e di come le attività di insegnamento possano essere mediate da attività ludica.
      Ciononostante, rimane costante il timore e la preoccupazione che questi “giochi” possano influenzare negativamente il comportamento di chi li utilizza e addirittura il loro stato di salute.
      Quali sono i reali effetti dei videogiochi sul comportamento umano? Che relazioni hanno con il funzionamento cerebrale? Esiste un rischio di dipendenza da videogiochi? In una chiacchierata aperta a tutti, cercheremo di discutere i risultati basati sull’evidenza scientifica e possibilmente di sfatare falsi miti ed erronee credenze su un’attività che ormai è parte integrante della vita quotidiana oltre che dell’economia dei nostri giorni.
      Giuseppe Curcio è professore ordinario di Psicologia generale presso il Dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche, dell’Università degli Studi dell’Aquila, dove insegna Psicologia dei processi cognitivi e neuropsicologia. È responsabile del Laboratorio di Scienze cognitive e del comportamento e da anni collabora scientificamente con istituzioni nazionali e internazionali occupandosi di funzioni cognitive superiori e dei loro correlati fisiologici, sia nella normalità che nelle sindromi neurodegenerative. È attualmente Segretario del Comitato Esecutivo dell’Associazione Italiana Psicologia-Sezione sperimentale.
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    • Giovanni Maga
      Da delta a omicron: il nuovo scenario della pandemia da Covid-19
      23 febbraio ore 18.15
      Certamente, la comparsa e diffusione della nuova variante omicron ha segnato un cambiamento nell’epidemia. La variante omicron è caratterizzata da una maggiore contagiosità, accompagnata però da una apparente minore patogenicità in particolare per vaccinati o guariti. La combinazione dell’alto tasso di vaccinazione, unito al grande numero di persone guarite avendo sperimentato un decorso clinico lieve o moderato ha alzato molto il livello di immunità della popolazione e quindi limita sempre più la diffusione del virus. Tuttavia, essendoci molte più persone contagiate, la pressione sui sistemi sanitari è ancora molto elevata. L’attenuazione dei contagi e della pressione sui sistemi sanitari dipenderà dalla tenuta dell’immunità e per questo è fondamentale aumentare l’accesso ai vaccini e ai farmaci nelle aree meno sviluppate. Anche ripensare alla strategia vaccinale sarà importante, realizzando vaccini basati su più antigeni virali, cioè proteine o porzioni di esse meno soggette a mutazione ma ugualmente capaci di conferire l’immunità. Inoltre iniziano ad esserci terapie anche domiciliari specifiche e altre ne arriveranno. Il loro utilizzo appropriato e generalizzato abbatterà ulteriormente il peso sui sistemi sanitari, facilitando la guarigione e evitando la malattia grave.
      La pandemia finirà. Però quando non dipende solo dal virus, ma anche dalla nostra capacità di adottare strategie efficaci.
      Giovanni Maga, biologo molecolare, è direttore dell'Istituto di Genetica Molecolare Luigi Luca Cavalli-Sforza (IGM-CNR) di Pavia. Scienziato di fama internazionale nello studio degli aspetti biochimici e molecolari legati alla replicazione dei virus e della identificazione di nuovi farmaci antivirali, è diventato un punto di riferimento nel panorama nazionale della divulgazione scientifica con particolare attenzione all’evoluzione pandemica da Sars Cov-2.
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    • Laura Crucianelli
      Dalla pelle al cervello: Il ruolo della percezione tattile nella consapevolezza di sé
      19 gennaio ore 18.15 “Toccare per credere”, si dice. Insigniti del premio Nobel per la medicina 2021 per la scoperta dei recettori alla base del tatto e della temperatura, David Julius e Ardem Patapoutian hanno ricordato l’importanza del tatto nella propriocezione e nel nostro rapporto con il mondo. Dei cinque sensi è il più pervasivo e si manifesta con modalità profondamente diverse tra loro. Ci informa sulle forze fisiche che agiscono su di noi (temperatura e pressione), ci permette di stabilire un contatto significativo con gli altri, e definisce come costruiamo la consapevolezza di noi stessi. È di questi temi, illuminati dalle più recenti ricerche nell’ambito delle neuroscienze, che si tratterà in questo incontro, con particolare attenzione al modo con cui il tatto contribuisce alla percezione di noi stessi.
      Laura Crucianelli è ricercatrice Marie Skłodowska-Curie presso il Karolinska Institutet di Stoccolma e University College London. Nell'ambito delle neuroscienze cognitive si occupa di percezione tattile, integrazione multisensoriale, e sé corporeo. Oltre a pubblicazioni di carattere specialistico in riviste scientifiche internazionali, si dedica anche alla divulgazione scientifica. Il suo articolo “The need to touch”, apparso sul magazine digitale AEON (2021), è stato tradotto in italiano per Internazionale (https://www.internazionale.it/notizie/laura-crucianelli/2021/02/11/contatto-indispensabile). Recentemente, ha collaborato con l'Associazione Italiana Massaggio Infantile e con il Museo Tattile Statale Omero.
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    Stagioni precedenti

    I mercoledì della cultura sono organizzati da Adriano Angelucci, Marcello Crucianelli, Alice Lemmo, Marco Segala nell'ambito delle Attività culturali dell'Università degli Studi dell'Aquila.

    La realizzazione grafica e il design del logo è opera di Judy Loda.